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LE CHIESE
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Lavello ha avuto
una propria sede vescovile dal 974 al 1818. Sulla cattedra
vescovile si sono avvicendati 65 vescovi. L'ultimo è stato
Gennaro Fortunato, sepolto nella chiesa di S. Mauro.
Attualmente, come titolo, il vescovo di Lavello da novembre 2000
è S. E. Monsignor Adam Szal della Polonia.
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SAN
MAUR0
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Ingresso
Chiesa S. Mauro |
La
chiesa del patrono, festeggiato il 2 Maggio ed il 22 Novembre,
dapprima era dedicata alla Madonna dell'Assunta e risale a prima
dell'anno Mille. Anticamente aveva dei corridoi, ora ai lati ha
delle cappelle; a destra troviamo il Battistero, S. Antonio
Abate, Santissimo Sacramento (dove all'interno è sepolta la
famiglia Labruti) prima del Crocifisso ed ora della Pietà e
Addolorata (con sepolcri Aquilecchia, Di Stasi, Ginistrelli e
Fortunato) San Vito, Rosario (con quadro della Madonna del
Rosario del 1615), Concezione. A sinistra dell'entrata abbiamo
l'ingresso del campanile, e le cappelle di San Michele (con
sarcofago di Elisabetta di Lacedonia del secolo XVI), Santissima
Incoronata, San Giuseppe (all'interno ci sono un frammento della
Croce di Cristo e reliquie di San Mauro, San Eleuterio, San
Biagio, San Placido, San Guida Taddeo), Gesù risorto prima, ora
Cuore Immacolato di Maria, Madonna del Principio e Ecce Homo,
San Mauro.
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| S.
ANTONIO
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Nel
ricco patrimonio agiografico delle nostre contrade si annovera
la sacra leggenda della miracolosa traslazione, compiutasi sul
finire del Trecento, della casa di Maria di Nazareth, cui si
ispirava la fondazione della chiesa di S. Maria di Loreto, sul
pianoro antistante l'abitato di Lavello medievale, tra il 1430 e
il 1440.
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A
sinistra: entrata della chiesa oggi; a destra entrata
della chiesta anni '50 |
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Attorno
alla chiesa di S. Maria di Loreto in Lavello, sorgeva un
ospedaletto, verosimilmente "ospizio-lazzaretto", per
prestare soccorso agli abitanti del paese colpiti dalla peste
(periodo 1422-1430). Dell'esistenza di tale ospedale, attiguo
alla chiesa, vennero a conoscenza i monaci dell'ordine
francescano, i quali giunsero poi ad occuparlo e a trasformarlo
in convento. L'ospedale, in seguito venne soppresso per far
posto al convento per i Frati Minori Osservanti. Frattanto,
subentrati gli Zoccolanti ai Minori nel corso del XVI secolo, la
vita monacale del Convento poteva assolvere anche la funzione di
ospizio per i viandanti e per i pastori abruzzesi che si
ammalavano e che, in caso di decesso, venivano seppelliti
nell'attigua chiesa di S. Maria di Loreto. |
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Chiostro
Convento Frati Zoccolanti Capitello |
Purtroppo,
il Convento venne soppresso nel 1807 per rientrare nel regio
demanio murattiano e borbonico, e, conseguentemente, ceduto in
fitto e in subaffitti vari a privati ad uso di pagliere e
stalle, senza essere più ripristinato ad uso pubblico. Ancora
oggi, dopo vari interventi strutturali, risultano aspetti
originali del famoso convento, che alla fine del Seicento si
raffigura circondato da un esteso giardino recintato che invade
l'odierna contrada denominata "Giardino". (vedi
stampa dell'epoca del Pacichelli) |
Foto
aerea S. Antonio |
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Ala
orientale dell'ex cenobio dei frati zoccolanti su via Pisacane. |
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S.
ANNA
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La
chiesa di S. Anna fu commissionata dai Del Tufo nel XVI
secolo. All'interno vi sono quadri di gran pregio, tra cui
un'Annunciazione dei fratelli Stabile della fine del '500,
Sant'Anna del 1664, la Madonna degli Angeli del 1637. Il
convento un tempo dei frati Cappuccini è ora un ostello.
Presenta un cortile interno con pavimento a spina di pesce,
fatto di mattoncini e un pozzo-cisterna. |
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S.
MARIA DEL PRINCIPIO
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Risalente
al periodo medioevale è la Chiesa di
Santa Maria del Principio, sita nei pressi dell'ingresso del
cimitero di Lavello. La struttura architettonica si sviluppa
lungo tre navate: di inestimabile valore sono gli affreschi che
decorano le pareti e la volta della chiesa.
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| S. MARIA DELLA
FORESTA
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Nel
territorio di Lavello, in un vallone posto tra le località "Riseca"
e "Masseria Jannuzzi", sono situati i ruderi di
un'antica chiesa medioevale, risalente all'XI secolo, denominata
MADONNA DELLA FORESTA o MADONNA DEL BOSCO DELLE ROSE.
Tale chiesa era ancora in buono stato tra la fine dell'Ottocento
ed i primi anni del Novecento. |
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La
denominazione della chiesa deriva dall'essere, in passato,
incorporata in un'ampia zona boscosa, che nel Medioevo veniva
indicata col toponimo "FORESTA" e dal
Settecento ha assunto il nome di "BOSCO DELLE ROSE",
toponimo che è in uso ancora ai giorni nostri.Negli ultimi 130
anni è scomparso il vasto bosco che dalla zona del Torrente
Lampeggiano giungeva fino alla località Finocchiaro. Ancora nel
1814 il Comune di Lavello possedeva nella località Bosco delle
Rose tomoli 388 di terreno a bosco ed il Principe Torella
Caracciolo (ex feudatario di Lavello) vi possedeva tomoli 1.615
di terreno a bosco.In tutto si trattava di circa 621 ettari di
bosco. |
Fra
il Seicento ed il Settecento tutta l'area era denominata "BOSCO
DELL'UNIVERSITÀ DI LAVELLO".
La Chiesa di S. Maria della Foresta era ad una sola navata, con
la caratteristica abside terminale rivolta verso oriente. Sul
retro della costruzione sacra vi era un locale (un "cenobio")
utilizzato come dimora da un eremita, che viveva in tale località.
L'ingresso della Chiesa era situato sul lato occidentale ed era
sormontato da un architrave a sesto acuto in pietra arenaria.
Sul lato a mezzogiorno si notava e si nota altra apertura con
arco a sesto acuto. Sul muro di sinistra si notano ancora oggi
un abside laterale, in passato abbellito da affresco ed una
piccola nicchia contenente fino al 1971 un affresco di Madonna
con bambino ed orante.
La chiesa ed il cenobio hanno subìto tra il 1.925 ed il 1955
circa un lento, ma progressivo degrado. Intorno al 1945 è
iniziato il crollo del tetto di copertura e pochi anni dopo è
iniziato il crollo del cenobio, che non era piu in piedi nel
1965. |
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CHIESA DEL CARMINE
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Originariamente,
fatta edificare dal filantropo Domenico Manzi tra i secoli XVII
e XVIII, era una cappella annessa allo Xenodoco (Ospedale), poi
fu ampliata. Attualmente oltre ad alcune significative lapidi,
esterna ed interna, presenta un quadro della Madonna del
Carmine, attorniata da Santi (sec. XVII-XVIII) e affreschi del
XIX secolo raffiguranti i Quattro Evangelisti, Elia e
l'Apocalisse. |
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CHIESA DI S. GIOVANNI
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Questa
chiesa è tra le più
antiche di Lavello. E' situata ai margini del Pescarello e
attigua alle fondamenta della cosiddetta Torre di Lavello
(simbolo della città). All'interno c'è un'interessante
acquasantiera (sec. XVII-XVIII) e vi erano tele di San Vito,
della Madonna del Carmine e San Francesco di Paola. |
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CHIESA DELLA SPERANZA
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